IL PIANO REGOLATORE SOCIALE DEL COMUNE DI ROMA
DI LUISA LAURELLI
Il Consiglio Comunale di Roma, il 15 marzo scorso, ha concluso un percorso tortuoso e difficile approvando il primo Piano Regolatore Sociale. Si tratta di uno strumento, di cui Roma è la prima metropoli europea a dotarsi, che consentirà una maggiore incisività negli interventi da adottare per fornire risposte adeguate ai bisogni sociali in continua evoluzione.
La proposta di deliberazione, approvata dalla Giunta Comunale, è stata successivamente integrata con numerosi emendamenti e ordini del giorno presentati dalla Commissione Politiche Sociali, frutto di intenso lavoro comune durato circa un anno, che hanno permesso l’approvazione di un programma di indirizzo il più vicino possibile alle esigenze della cittadinanza, degli operatori e del volontariato.
Il Piano Regolatore Sociale detta gli indirizzi legati alle problematiche delle donne, dei servizi per gli anziani, dei disabili, della gestione dell’assistenza domiciliare e, su un piano ancora più innovativo, interseca il Piano Regolatore Urbanistico con la Carta della qualità sociale per quanto attiene i criteri di realizzazione dei nuovi quartieri in modo da garantire la sicurezza, le politiche abitative, la socialità, l’assenza di barriere architettoniche.
Grazie alla definizione di un piano di intervento economico previsto per il 2004 in 10 milioni di euro, sarà possibile ristrutturare immobili di proprietà comunale destinati al recupero o alla creazione di nuovi Centri per Anziani dando la priorità ai territori più periferici e a quei Municipi che hanno un alto numero di anziani e poche strutture. Il centro anziani è un luogo di incontro e confronto in cui le differenze sociali – di condizione, salute, benessere, età, lingua, ecc. - divengono un punto di partenza per l’educazione al rispetto e non alla discriminazione. Il confronto istituzionale tra Comune e Municipi sarà un elemento fondamentale per la costruzione di un sistema integrato di interventi e servizi sociali che terrà conto delle differenze e delle specificità locali e municipali. Detto piano comporta inoltre interventi di particolare rilevanza quali la realizzazione di centri per persone affette da Alzheimer, potenziamento di servizi destinati ad anziani fragili, apertura di nuovi centri di accoglienza per persone socialmente fragili, riqualificazione dei campi sosta per popolazioni nomadi, interventi per inserimento sociale per madri con bambini.
Per un efficace politica dell’infanzia e della famiglia si prevede che, già dall’assestamento di bilancio 2004, saranno definiti i finanziamenti necessari per la creazione e l’implementazione di servizi a sostegno della genitorialità, realizzazione di azioni positive rivolte all’infanzia e all’adolescenza, le azioni di sostegno rivolte ai minori e ai componenti della famiglia attraverso il potenziamento di servizi di rete per interventi domiciliari, educativi territoriali, sostegno alla frequenza scolastica.
La pratica attuazione del piano presuppone una migliore operatività dei Servizi sociali dislocati sul territorio dei Municipi. Occorrerà attuare un costante e straordinario piano di investimenti volto al miglioramento delle condizioni di lavoro del personale impegnato e per una totale sicurezza ambientale, piano che dovrà essere concordato tra le AA.SS.LL. e i Municipi territorialmente competenti.
Infine, per una migliore ottimizzazione delle attività, verrà potenziato il ruolo dei vigili urbani del Nucleo Assistenza Emarginati, attraverso l’individuazione di compiti di indirizzo, controllo e raccordo dell’attività dei Gruppi municipali e sarà istituito un gruppo integrato sul sociale composto da rappresentanti del Dipartimento V, Ufficio Coordinamento NAE, Sala Operativa Sociale, Servizi Sociali dei Municipi e da tutti i soggetti istituzionali e del volontariato coinvolti che dovrà individuare le priorità di intervento e monitorare le operazioni svolte.
*Luisa Laurelli Presidente Comm.ne Politiche Sociali Del Comune di Roma