IL TUO USCIO…

DI MARCO CIMAGLIA

Da qualche mese questo giornale è impegnato in una campagna contro il degrado del Quartiere: la pulizia delle strade che difetta, i giardini pubblici poco curati, la segnaletica stradale evanescente, le barriere architettoniche, le buche nelle strade, ecc.

            I pubblici servizi responsabili della manutenzione non sono in grado, ancora, di dare una risposta decorosa al vivere civile.

            Ma le aree di competenza privata come stanno?   Sono adeguatamente curate, in maniera - almeno - pari a quella che vorremmo vedere nelle aree pubbliche?

A parte qualche condominio “felice” gestito (ed abitato) da persone sensibili alla problematica, notiamo molte situazioni di trascuratezza: facciate di palazzi bisognose di “maquillage”, giardini condominiali incolti, aree interne sporche.

            Possiamo lamentarci allora, del disservizio pubblico, quando nel nostro privato la situazione non è certo migliore?

            Possiamo ignorare quello che accade in casa nostra, ed essere invece pronti a criticare la mancanza di servizi pubblici?

            Ho posto la questione ad alcuni residenti nel quartiere che abitano in stabili con queste caratteristiche: molti si sono lamentati senza però prendere mai nessuna iniziativa in proposito, alcuni si sono assuefatti allo stato delle cose, altri hanno rappresentato che pur pagando quote di manutenzione, la stessa non viene effettuata in quanto gestita direttamente dagli enti proprietari (uno per tutti: ATER).

            Vedere un intero stabile disadorno, con giardini malridotti, con fioriere vuote, è una tristezza non solo per chi vi abita, ma per tutto il quartiere, e costituisce un elemento di degrado non indifferente.

            Le segnalazioni effettuate nei mesi scorsi da questo giornale sembrano che inizino a dare qualche risultato: alla stazione di Tor di Valle ci sono lavori in corso, la ristrutturazione del giardino di via Sabatini/via Martelli Castaldi sta (a singhiozzo) proseguendo, il Municipio si sta occupando della segnaletica stradale nei tratti percorsi dai nuovi tracciati degli autobus 777 e 778.

Questa è la parte pubblica che, sia pur lentamente, si muove.

            Ma la parte “privata” cosa attende?    

            Approfittiamo di questa primavera in ritardo rispetto al calendario, per abbellire i nostri balconi con fiori; riempiamo le fioriere delle terrazze, dedichiamo qualche ora assieme ai nostri vicini per curare e pulire gli spazi verdi e non, sforzandoci di fare qualcosa in più rispetto alle nostre proprietà, occupandoci anche di qualche metro oltre i nostri confini.

            Questa iniziativa può divenire un’ottima occasione per consolidare i rapporti con il vicinato, che sono sempre più diradati in una società frenetica come la nostra, ed al contempo, divenire un’occasione altamente educativa, se svolta dagli adulti assieme ai piccoli, i quali impareranno fin dalla più tenera età il rispetto e la cura per le cosa comune.

Adottiamo anche noi l’antico adagio cinese, che dice pressappoco così: pulisci quotidianamente il tuo uscio, e tutto il mondo sarà pulito!!