CON I SECCHI DI VERNICE …..
DI MARCO CIMAGLIA
L’intricata vicenda delle strisce blu dell’Eur si tinge ora di bianco. Squadre speciali di imbianchini del Comune e del Municipio hanno cancellato in una notte gli oltre 6000 posteggi a pagamento dell’Eur ed ora restano solo i distributori automatici dei biglietti, incappucciati dai carabinieri, e le paline con il ditone indicante, a testimoniare la vicenda che ha fatto traballare la maggioranza di centrodestra del Municipio.
Sarà sufficiente però una bella mano di vernice bianca a cancellare sei mesi di polemiche giudiziarie politiche, ed amministrative? Sembra proprio di no perché quel “pasticciaccio brutto” delle strisce blu ha minato non poco le fondamenta del Governo del Municipio 12.
Su questa vicenda, che per le connotazioni assunte, è divenuta la più importante di questa prima metà di legislatura, il Presidente del Municipio perde i suoi consiglieri ed al suo appello con lui restano in aula a votare solo in sette su quattordici dell’attuale maggioranza.
Non ci nascondiamo che, apprendendo la notizia, tutti noi abbiamo pensato ad una lacerante divisione politica interna e al nobile gesto di una libera scelta di coscienza dei consiglieri di maggioranza accompagnata dal dolore interiore di dover esprimere convinzioni personali contro gli ordini di scuderia. Niente di tutto questo …..alcuni autorevoli membri di questa maggioranza municipale hanno mancato il più importante Consiglio della Presidenza di centro destra per … impegni di lavoro o per improvvisa giustificata malattia.
Nessuna dichiarazione di voto, nessuna lacerante affermazione di libertà dell’individuo contro lo strapotere dei partiti … solo una fuga, una banale fuga con giustificazione, dal proprio dovere di amministratori che è quello di fare scelte.
Qualche maligno obietterà che invece l’atteggiamento di non partecipare al voto può essere stato dettato dalla scelta fatta di evitare il rischio di essere chiamati in giudizio dalla Union Park per i risarcimenti che, nel frattempo, la stessa ha richiesto a causa di una licenza prima regolarmente concessa e poi revocata.
Noi, da fuori del palazzo, questo non lo sappiamo e non vogliamo crederci.
Di certo siamo obbligati a credere, perché è nei fatti, a quanto hanno affermato gli esponenti della minoranza di centrosinistra, durante l’occupazione della Presidenza, ovvero che da oltre due mesi non sono stati convocati i Consigli richiesti ad es. per affrontare i temi della discarica per i rifiuti tossici che si vuol fare al Divino Amore, che per oltre tre mesi non si è riunita la commissione trasparenza, quella che ha il compito di valutare la trasparenza degli atti amministrativi, che da più di un anno il Presidente non relaziona al Consiglio l’attività svolta come previsto dai regolamenti ecc. ecc.
Il quadro delle attività istituzionali sembra dunque più vicino al “fermo biologico” che all’amministrazione del territorio.
Noi, fuori dal palazzo, non possiamo far altro che fare pressioni affinché, chi ha il dovere ed il potere delle scelte, torni al più presto a farle.
Come dicevamo, un buon amministratore eletto dai cittadini, al di là delle simpatie e delle appartenenze politiche, deve essere giudicato per le proprie scelte, scelte amministrative e politiche di cui risponderà ai suoi elettori ed alla sua coscienza e, proprio per questo, siamo sicuri che il buon amministratore sa che una mano di vernice non potrà mai essere sufficiente a coprire il proprio operato.