IL 27 GENNAIO CELEBRATA IN XII LA GIORNATA DELLA MEMORIA

DI FEDERICO POLIDORO

È’ stata un’emozione forte vedere i ragazzi del Majorana alzarsi uno ad uno dalla prima fila dell’Auditorium di S. Chiara in via C. Troiani e ripetere ad alta voce, volgendosi al pubblico accorso numeroso per l’occasione, passi degli autori che hanno vissuto e raccontato la tragedia della Shoah.

            È accaduto durante la giornata della memoria, il 27 gennaio, nel corso dell’iniziativa dal titolo “Quando l’arte racconta la Shoah”. Un’iniziativa nata grazie ad una collaborazione del tutto originale realizzatasi nel nostro quadrante tra Municipio XII, che ha fatto il bando cittadino per la celebrare la giornata, Liceo scientifico statale “E. Majorana”, Associazione Musicale “Concentus Vocalis” e la Biblioteca “P.P. Pasolini” di Spinaceto.

            Ad animare la serata sono stati i ragazzi del Liceo che nel corso di un viaggio in otto capitoli hanno raccontato la tragica odissea che ha portato gli ebrei verso i campi di concentramento. Ogni tappa era scandita dalla lettura di brani di Aharon Appelfed, Esther Hillesum (morta ad Auschwitz nel 1943), Elie Wiesel, Imre Kertész, Primo Levi e Tadeusz Borowsky e da brani musicali eseguiti per pianoforte e mandolino dal Duo Galia - Ruffini, mentre venivano proiettate le diapositive della mostra figurativa “Immagini dal buio”. Il tutto sotto l’attenta conduzione del giornalista RAI Alvaro Vatri, la regia di A. Agostini e con l’esecuzione di due Canti della tradizione ebraica eseguiti dal Coro Polifonico “Concentus Vocalis” diretto da Corrado Fioretti.

            La serata del 27 è stata preparata e seguita dall’esposizione nei locali del Liceo ed in quelli della Biblioteca “P.P. Pasolini” messi a disposizione dalla Direttrice Concetta Quattrocchi, di una mostra figurativa “Immagini dal buio: 1942-1945, l’Arte si confronta con la tragedia della storia”, allestita da alunni e docenti del Majorana e le cui diapositive sono state proiettate nel corso dell’intera serata.

            Oltre ai protagonisti già citati, la preparazione della giornata della memoria è stata animata da Simonetta Cretoni, sempre della Biblioteca “P.P. Pasolini”, da Valeria D’Aversa, Gigliola Marcaccio, Anna Rolando e Stefano Paoluzi, docenti del Majorana, da Leonardo Ciocca, responsabile della Biblioteca del Majorana, da Luca Fioretti e Davide Quattrociocche e da Paolo De Pascale dell’Ufficio Sport e Cultura del Municipio XII.

Alcuni di loro hanno incontrato una settimana dopo, il 5 febbraio, la redazione dell’Eco del Torrino, sempre presso i locali della Biblioteca di Spinaceto, per raccontare meglio le ragioni di questa iniziativa ed i soggetti che vi hanno preso parte. A partire dal viaggio ad Auschwitz, svoltosi tra il 7 ed il 9 ottobre nell’ambito delle iniziative promosse dal Comune di Roma e che ci è stato raccontato sulle pagine dell’Eco di ottobre, da Cristina Petrachi, studentessa del Vivona. È da lì, dal racconto diretto dei testimoni viventi dell’abisso del male che è nata l’idea da parte del Majorana di aderire all’iniziativa del XII Municipio proposta attraverso un bando cittadino. Ed è stata senza dubbio la Biblioteca dell’Istituto a svolgere un ruolo essenziale nell’animare l’iniziativa all’interno e all’esterno del Liceo, svolgendo un prezioso ruolo di cerniera con il territorio. Il coro polifonico “Concentus Vocalis” del quale volentieri diamo pubblicità in questo numero, ha poi aggiunto il proprio contributo, arricchendo ulteriormente la collaborazione tra scuola, Municipio e Biblioteca. Così i ragazzi del Majorana hanno ricordato ed hanno aiutato altri a ricordare.

            E nuovamente la memoria è stata protagonista il 10 febbraio nella giornata in ricordo delle vittime delle foibe che ha visto una nuova iniziativa presso l’Auditorium di S. Chiara e lo sarà ancora per i 60 anni della liberazione di Roma, alla cui celebrazione il Comune di Roma sta lavorando. A questo proposito nella chiacchierata del 5 febbraio la prof.ssa Marcaccio ricordava il segno che la liberazione ha lasciato nella toponomastica di Spinaceto.             La celebrazione della liberazione potrebbe passare per la ricostruzione di un’identità per nomi che rischiano di rimanerne privi, riproponendo anche in questa occasione un dialogo tra soggetti e generazioni diverse, continuando ad aprire la scuola al territorio e ampliando la cooperazione tra istituzioni e associazionismo in modo da rendere tutti più consapevoli del nostro passato e protagonisti del presente.