INTERVISTA A VINCENZO DE
BARTOLOMEI
GERRY MOTTOLA
Vincenzo De Bartolomeo, 44 anni,
vive nel nostro territorio dal 1966. Ricopre l’incarico di Presidente del
Comitato Regionale Lazio della Federazione Italiana di Scherma. In precedenza,
oltre all’attività di dirigente sportivo in alcune società, è stato Presidente
del Comitato Provinciale della Federazione Italiana Scherma e componente della
Giunta del CONI Provinciale di Roma.
Presidente De Bartolomeo, come
possiamo definire la scherma?
Ognuno
di noi, almeno per una volta, ha sperato di emulare un paladino della giustizia
come Zorro, oppure i tre moschettieri,
e praticando la scherma questo sogno diventa realtà. Praticare la scherma in
Italia significa entrare in una scuola sportiva che vanta una tradizione
invidiata da tutto il mondo, dove i grandi maestri italiani di scherma sanno
avviare a questa disciplina anche i più piccoli mediante l’approccio ludico,
che con il tempo diventa educazione e sviluppo del gesto sportivo che ti
porteranno a “toccare” l’avversario.
Mediante la lezione si sviluppano
la concentrazione e l’armonia del movimento; il controllo dell’aggressività
consente di esaltare la destrezza, l’intuizione e la fantasia per una azione
che non sarà mai la stessa. In un assalto di scherma si prendono decisioni in
frazioni di secondo, capita che in un minuto sei costretto a prendere un
centinaio di decisioni, e quindi non è assurdo identificare la scherma come una
specie di video game attivo dove l’unico protagonista è l’atleta.
Quindi la scherma è una disciplina
molto utile per “l’allenamento psichico”?
Certamente. La mente in questo
sport gioca un ruolo determinante.
A quale età si può cominciare?
Nonostante l’impegno fisico e
mentale, l’età scolare è il momento migliore per l’apprendimento della
scherma, in quanto le qualità del
bambino possono essere meglio educate al gesto tecnico.
Mentre l’attività agonistica?
Prima di 10 anni non è prevista,
ed i bambini si cimentano nel fioretto con maschera e arma di plastica. Dopo
tale età chi vuole partecipare alla attività agonistica deve necessariamente
vestire la divisa da schermitore e impugnare l’arma elettrificata (che potrà
essere il fioretto, la sciabola e la spada ).
Nel nostro Municipio esistono
realtà sensibili a questa disciplina?
Nel nostro territorio operano due
società di scherma con obiettivi, al momento, differenti: una al Torrino ed una
all’EUR, e si svolgono ormai da anni manifestazioni che interessano il
Campionato Regionale di Categoria. Un aspetto caratteristico della scherma è
quello che spesso ci si allena insieme ai campioni, e non è impossibile per un
bambino o un amatore sfidare la Vezzali o la Trillini. Anche questo accade
nelle sale del nostro Municipio, dove si allenano atleti che vengono convocati
per rappresentare l’Italia alle gare di Coppa Del Mondo.
Per informazioni: Comitato
Regionale Lazio F.I.S.- Largo Giulio Onesti, 1 - 00197 Roma
e-mail: vindeba@tiscalinet.it