IL COMITATO DI QUARTIERE DI CASAL BRUNORI

DI SERGIO ALBANI

Il Comitato di Quartiere Casal Brunori nasce nel 1995, come Comitato Promotore, due anni dopo l’insediamento dei primi abitanti nel quartiere appena realizzato. Dal 2002 é stato eletto l’attuale direttivo direttamente dagli abitanti.

Casal Brunori é uno dei primi esempi di quartiere della L. 167 realizzati con le OO.PP a scomputo degli oneri concessori: imprese e cooperative anziché pagare al Comune le concessioni edilizie, hanno realizzato direttamente le opere di urbanizzazione primaria (strade e fogne).

Per la verità se questo é stato un fatto positivo, che ha consentito di rendere “abitabili” gli edifici costruiti, così altrettanto non é stato per le opere di urbanizzazione secondaria (verde pubblico e servizi) che avrebbero dovuto essere realizzate dall’Amministrazione pubblica.

Il quartiere rimasto così privo di verde e servizi pubblici, senza cioè luoghi che facilitano  l’“incontro”, ha finito per assumere la dimensione  di “quartiere dormitorio”.

Tutti i nostri sforzi di questi anni sono stati indirizzati alla costruzione di una “identità” della nostra collettività, anche attraverso un continuo e costante confronto con le istituzioni (Municipio e Comune) per il raggiungimento di obiettivi precisi (traffico, viabilità, assetto del territorio, trasporti, verde pubblico, servizi di quartiere, ecc.), necessari a nostro avviso per assicurare condizioni di “qualità” per la vita degli abitanti stessi.

Dobbiamo riconoscere purtroppo che troppo spesso la sensazione cha abbiamo dovuto registrare, nei numerosi confronti con coloro che hanno responsabilità e poteri ai vari livelli, è di essere stati “benevolmente tollerati”, talvolta anche con qualche fastidio, soprattutto per le insistenze con le quali abbiamo preteso e continuiamo a pretendere di avere risposte alle nostre numerose richieste: si badi bene non di avere ragione ma di avere solo risposte.

E’ una democrazia “zoppa” quella che realizza (e non sempre con facilità) il confronto tra cittadini e le istituzioni, ma a questo non dà seguito con le dovute risposte, siano esse positive o negative, in tempi adeguati. Rischia di essere una democrazia “apparente”, che finisce per allontanare i cittadini dall’impegno civile, di svuotare le loro forme associative, anziché contribuire ad un loro sostegno.

Comitati di quartiere ed Istituzioni locali sono soggetti con ruoli e funzioni diverse che non possono e non debbono confondersi, ma neppure “tollerarsi” a vicenda. Il confronto, anche serrato, e dove possibile la più ampia collaborazione, richiedono però una condizione preliminare: la volontà, ancora prima di “amministrare”, di ricercare la massima “condivisione” possibile delle prospettive e delle soluzioni, senza strumentalizzazioni né forzature,

Noi continueremo ad operare in questa direzione perché riteniamo che tutto questo sia linfa necessaria alla convivenza civile e democratica nella nostra città, perché riteniamo che la soluzione ai tanti problemi, grandi e piccoli, quelli di tutti i giorni e quelli del futuro della città, richiedano una convinta partecipazione attiva, ma al tempo stesso una reciproca responsabilizzazione tra cittadini ed istituzioni,  perchè si operi tutti infine per il rafforzamento e l’allargamento di quel “tessuto” connettivo indispensabile alla vita democratica, di cui ne sono parte i comitati di quartiere.

 

*Presidente del CdQ Casal Brunori