EDITORIALE - L’Eco del Torrino … cambia “veste”
Di Marco Lucarini
Non è difficile rendersi conto del bombardamento mediatico a cui siamo sottoposti costantemente.
Spinti dalle necessità legate ai difficili problemi quotidiani spesso ci ritroviamo come forzati nel “mediadotto” televisione/radio/giornali/riviste a consumare troppo velocemente il nostro pasto di informazioni, qualche volta senza avere neppure il conforto di un minimo di giudizio critico dei fatti come accade ad esempio con la lettura dei quotidiani “flash” distribuiti nelle stazioni della metropolitana.
L’informazione, con i ritmi sostenuti di oggi, vive di caratterizzate dimostrazioni di incompletezza. La gente, i cittadini, troppo spesso sono costretti a leggere superficialmente i quotidiani ed i periodici (non a caso nelle redazioni esiste una figura specifica come il “titolista” che ha il compito evidente di assegnare il “neretto” agli articoli che, come ve ne sarete accorti, qualche volta esulano dall’indicazione del titolo).
Nel mare magno mediatico, in questi quattro anni l’Eco ha trovato una sua collocazione e una sua voglia di farsi ascoltare.
Nato come periodico di comunicazione del Comitato di Quartiere Torrino Decima si è trasformato nel tempo in qualcosa di più.
Qualcosa di più che vorrei racchiudere in tre motivazioni fondamentali:
perché si è trasformata in una “arma” di sollecito e di verifica per le risposte che debbono dare gli amministratori ai cittadini; una pubblicazione distribuita gratuitamente e in migliaia di copie sul territorio è una leva utile nei confronti di tutti i responsabili di organismi decisionali che intendono dimostrare la propria capacità di intervento sul territorio;
perché ha avuto il coraggio di allargare i propri orizzonti sui quartieri vicini, offrendo alle associazioni, ai comitati di quartiere limitrofi e a tutti i cittadini che ne hanno fatto richiesta, collaborazione e supporto;
perché nel tempo si è andata consolidando una squadra di lavoro redazionale, disinteressata e solerte, molto vicina all’”optimum”.
Abbiamo deciso così di dare un nuovo “vestito” all’Eco. Vogliamo offrirvi un Eco più “gustoso”.
Una “veste” che sia graficamente innovativa ma allo stesso tempo non troppo dissimile dal passato. I nostri abituali lettori non ce ne vogliano ma stiamo tentando di rendere il nostro periodico più allettante e allo stesso tempo più denso di contenuti.
Vogliamo essere insomma, con passione e spirito di servizio, un mensile quanto più “personalizzato” nel mare magno dell’informazione, che raccolga e solleciti gli interessi dei nostri concittadini; che riesca, se possibile ancora di più, a ritagliarsi uno spazio nel vostro gradimento pur se nelle difficoltà della gestione su base volontaria e della “penuria” di mezzi a disposizione.
Il coraggio non manca.