E gli Enti previdenziali?
Di Marcella Nunzi
Gli enti gestori di forme previdenziali (ENPAM-CASSA FORENSE-CASSA NOTARIATO-ENASARCO-ENPAIA-ENPAF-INPGI etc.) sono proprietari di migliaia di unità immobiliari - concentrate in gran parte nella Capitale, locate per la maggior parte ad uso abitazione, con rapporti contrattuali che si protraggono da decenni.
La quasi totalità degli inquilini, direttamente o in forma associata, ha manifestato più volte, in alcuni casi su espressa richiesta dell’Ente, la volontà di procedere all’acquisto dell’immobile condotto in locazione. All’inizio, anche con l’intervento del Sindaco, quasi tutti gli Enti si sono attenuti ad aumenti contrattuali contenuti. Si parlò, per le zone più di “pregio”, di aumenti massimi non oltre il 20%, applicati sui canoni precedenti. In cambio gli Enti hanno avuto la possibilità di percorrere un canale agevolato di tassazione ICI ( traendo quindi un notevole beneficio per minori spese legate alla proprietà immobiliare consistentissima). Appena due anni dopo, molti di noi, purtroppo, si sono visti arrivare richieste di rinnovo di canone di locazione che, in larga parte, arrivano ad un aumento pari anche al 300% del vecchio canone.
Già in fase di conversione del decreto legge in materia di determinazione del prezzo di vendita di immobili pubblici oggetto di cartolarizzazione, pubblicato il 24/04/2004, gli inquilini hanno chiesto, a Governo e parlamento, di inserire un articolo che risolvesse una volta per tutte il problema delle case di cui parliamo, sottolineando come detti enti avessero la stessa natura giuridica dell’INPS, dell’INAIL e dell’INPDAP. “Quello degli enti previdenziali fu uno degli strumenti più dignitosi volti a porre rimedio al problema della carenza abitativa, che rappresentava uno dei principali aspetti critici nella vita delle grandi città” sono le parole del senatore Forlani nella seduta del 21.04.04. “Non si tratta di clientele o privilegi da accordare a qualcuno a discapito dell’Erario, ma di un atto di equità che tende a correggere e calmierare un mercato che rappresenta un valore negativo, antisociale, da combattere”. Grazie senatore Forlani, è quello che cerchiamo di far capire al Governo da anni, ma evidentemente le lobbies di questi enti, contano più di diverse migliaia di famiglie che, da qui a due o tre anni, saranno sfrattate perché non riescono a pagare fitti che sono più alti di rate di mutuo.
La convinzione, inoltre, di un imminente acquisto della propria residenza ha portato molti a dismettere beni di famiglia o smobilizzare risparmi accumulati in anni di lavoro, per poter disporre, almeno parzialmente, delle risorse finanziarie .
Questi enti, dopo che per decenni hanno fortemente voluto essere parte integrante dello Stato per sfruttarne i relativi benefici, ora hanno invece spinto per la privatizzazione, rendendola uno strumento attraverso cui, gli stessi enti, negano il proprio assoggettamento agli obblighi di legge in ambito di dismissione del patrimonio immobiliare nonché a regole precise in materia di locazione.
Oggi il DdL “delega previdenziale”, rimasto in Commissione Lavoro per due anni, sorprendentemente ripropone nel comma 5 dell’articolo 10, un’ “interpretazione” della legge 104/96, che, con dettato legislativo, afferma che “la disciplina afferente alla gestione dei beni, alle forme di trasferimento della proprietà degli stessi …..non si applica agli enti privatizzati”.
Ci siamo opposti e abbiamo ottenuto la presentazione di numerosi emendamenti volti alla modifica e/o soppressione del famigerato comma 5 che, tra l’altro, nulla ha a che vedere con la delega previdenziale ma, evidentemente, ce l’ha invece con le lobbies già citate.
Ci batteremo senza tema a favore delle nostre ragioni, affinché in sede legislativa si risolva una volta per tutte questo enorme problema e per gridare ciò che ci spetta senza privilegi di sorta.
*Comitato inquilini ENPAF