DA UNA PARTE SOLA. DALLA PARTE DEI DEBOLI…..

DI F. TORRICE

Uscire di casa, andare a trovare un amico, entrare in un bar, andare al cinema, recarsi in banca per incassare un assegno o pensare allo shopping pomeridiano: tutte piccole attività e gioie che riempiono la vita di tutti i giorni; eppure tutto ciò che sembra facile, ad alcuni di noi appare difficile e talvolta impossibile per tante ragioni. A cominciare dalle parole: “in questo edificio abita un handicappato”, espressione frequente che usa una locuzione che suona come rassegnazione. Per finire ai gesti: l’automobile parcheggiata in corrispondenza di uno scivolo a testimonianza di un comportamento incivile ed egoista. Ma il nemico maggiore è ben evidente nelle strutture degli edifici, nei marciapiedi e in tanti altri ostacoli che fisicamente rendono impossibile a tanti l’accesso e la circolazione: stiamo parlando delle barriere architettoniche.

            Grazie alla sensibilizzazione ed all’iniziativa dei cittadini e delle associazioni, finalmente nel 1978 è stata approvata la legge 384, che indicava gli interventi necessari per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici pubblici: basta con edifici provvisti di sole scale per l’accesso, con conseguente obbligo di costruzione di rampe con luce minima di mt. 1,20 e pendenza massima dell’8%; basta con gli ascensori con porte strette; obbligo di servizi igienici forniti di sanitari utilizzabili anche da persone che usano una sedia a rotelle per muoversi. Il legislatore ha poi colmato la lacuna relativa alla proprietà privata tutelando il disabile, ad esempio, nella richiesta di lavori straordinari da eseguire in un condominio (Decreto Legislativo n° 236 del 1989), come nel caso della richiesta di costruzione dell’ascensore idoneo.

            È importante quindi che i cittadini del nostro quartiere sappiano che esistono Diritti sanciti dalle leggi nazionali che obbligano le istituzioni locali e le amministrazioni condominiali ad eliminare qualunque ostacolo strutturale al libero movimento dei disabili.

            Ma come spesso accade in Italia, una legge non basta perché un diritto sia poi effettivo. Il Comitato di Quartiere, sollecitato da cittadini che hanno segnalato quanto la realtà disti dalla norma, ha voluto capire che cosa succede, ad esempio, a Decima e Torrino.

            Ad una prima rapida disamina della situazione, purtroppo, il nostro quartiere non appare all’avanguardia nell’abbattimento delle barriere architettoniche. Qualcosa è stato fatto, se si pensa, ad esempio alla presenza di scivoli in qualche incrocio, di fronte ad alcuni Condomini o di fronte alla farmacia di Via Sabatini; ma è doveroso puntualizzare che questo opere presentano particolari tecnici approssimativi e non del tutto conformi alle leggi vigenti.       Non è sufficiente eseguire, al ciglio di un marciapiede, una demolizione, portarlo alla quota stradale e successivamente eseguire una gettatina di asfalto. Uno scivolo deve rispettare norme precise: una pendenza massima dell’otto per cento, essere dotato di un parapedonale per evitare ribaltamenti della carrozzella e avere una luce minima di 1,20mt.

            Allo stesso modo le rampe di accesso debbono avere un piano di riposo ogni 10 metri di ascesa. Per non parlare poi della circolazione sui marciapiede, dove per chiunque sia a Torrino sia a Decima è difficile camminare senza rischiare una storta o senza dover fare lo slalom tra ostacoli di ogni genere (a cominciare dai sostegni dei cartelloni pubblicitari).

            Il Comitato di Quartiere intende mettere in campo un’iniziativa forte su questi temi, coinvolgendo le istituzioni municipali affinché individuino tutti i punti critici ed operino per eliminare, in modi coerenti con la normativa vigente, tutto ciò che ostacola la libera circolazione delle cittadine e dei cittadini disabili.

            Il CdQ è pronto sin da ora a fornire la propria collaborazione, a partire dalla segnalazione delle situazioni sulle quali è più urgente intervenire: ed è per questo che le pagine dell’Eco del Torrino sono a disposizione di tutti coloro che vorranno aiutarci in questo impegno.

 

*Presidente Comm.ne Politiche Sociali del CdQ