SANTIAGO DE COMPOSTELA
DI MARCO CIMAGLIA
Due abitanti del Torrino hanno percorso, nei mesi scorsi, il “Camino” di Santiago di Compostela; il Cammino di Santiago è il pellegrinaggio per antonomasia; già dal secolo XI e per tutto il medioevo la città di Santiago de Compostela (San Giacomo di Compostela) in Spagna, fu meta, come lo è ancora oggi, di un importantissimo pellegrinaggio.
I primi pellegrini risalgono ai tempi di Carlo Magno, i quali partivano da tutti i paesi d’Europa per venerare il sepolcro dell’apostolo Giacomo; la leggenda dice che un pastore vide una stella cadere in un prato della Galizia (regione della Spagna nord-ovest) e che seguendo la stella trovò i resti di un uomo morto secoli prima; si stabilì che i resti di quell’uomo erano dell’apostolo Giacomo, che aveva cristianizzato la Spagna. Nasce cosi Santiago (Compostela vuol dire campus stellae, cioè campo delle stelle). Da allora milioni di persone hanno camminato verso Santiago a piedi, partendo in genere da Roncisvalle (al confine francese) e dando al pellegrinaggio significati diversi; la Chiesa Cattolica ad un certo punto del medioevo concesse l’indulgenza plenaria per chiunque avesse effettuato almeno 100 chilometri del “camino”.
Il pellegrinaggio completo è un cammino di oltre 800 chilometri, per valli e monti, per salite e discese, attraversando boschi e valli bellissime, villaggi in pietra e legno, con piccole chiese e cimiteri, percorrendo sentieri tracciati dai pellegrini nei secoli.
Ci sono fondamentalmente due modi diversi di fare il “camino”:
Il primo è quello in cui lo fanno tutti quelli che credono in Dio.
Il secondo è quello dei non credenti, di coloro che restano col dubbio, gli scettici. Ha un senso camminare a piedi invece che in macchina, dormire in ostello invece che in hotel, scambiarsi frasi rituali con gli altri pellegrini, sopportare la fatica? Dall’altra parte è un momento di testimonianza positiva. È uguaglianza, contro il consumismo, è unificazione e semplificazione degli stili di vita, è rinuncia al superfluo, con un’idea di società pulita, molto diversa dall’idea imposta dal neoliberismo attuale, legata da una voglia di autenticità, di ritorno alle radici, che attraversa la società.
L’esperienza dei due amici del Torrino, che hanno fatto il percorso nel primo anno giubilare di questo millennio (l’anno giubilare ricorre ogni volta che il 25 luglio – S.Giacomo – cade di domenica) è un’esperienza unica, meditativa laico-religiosa.
Ringrazio, pertanto, il mio compagno di viaggio (rectius di pellegrinaggio) per l’esperienza che ci siamo donati, ricordando quanto ci ha detto una architetto spagnolo: “non sono le persone che fanno il camino, ma è il camino che fa le persone”.