EDITORIALE DEL VICEDIRETTORE
DI MARCO LUCARINI
“… L’indipendenza di un giornalista (e quindi di una testata n.d.r.) è proporzionale alla sua dipendenza dai lettori”. Così scriveva Indro Montanelli in un famoso dibattito sull’obiettività del giornalismo nel lontano ‘69.
Personalmente di Montanelli non ho mai condiviso la visione politica, a parte alcuni interventi prima della sua scomparsa, ma sicuramente ne va riconosciuta e condivisa l’analisi che ci offre sull’informazione giornalistica.
Ho voluto citare Montanelli non per vezzo intellettuale ma proprio perché di parte diversa dalla mia, pur condividendone su questo argomento l’assunto e soprattutto come bonaria risposta ad una velata critica all’Eco ed al CdQ apparsa su un giornale di zona che si propone con “obiettività” sul nostro territorio criticandoci in tal senso.
Non polemica, quindi, ma come dice il buon Montanelli lo “spirito di servizio” deve accomunarci nella trasparenza, nella semplicità di linguaggio ma soprattutto nell’umiltà tralasciando l’obiettività come termine “utopistico” utile solo a nascondersi dietro il paravento di una verginità irreale.
Ma veniamo al numero di settembre dell’Eco. L’inizio dell’anno scolastico sta registrando una serie di problemi legati all’edilizia scolastica e alla “distribuzione” delle aule. Tenendo fede alla campagna sull’argomento iniziata già da alcuni numeri e la sollecitazione di molti lettori, ne abbiamo fatto l’argomento principale anche di questo numero, integrando il tutto con un intervento “a puntate” del Prof. Bomba, esimio conoscitore dei problemi scolastici dell 12°.
La mobilità, ed i problemi legati ad essa, è l’altro impellente tema su cui abbiamo ritenuto di soffermarci. L’abbiamo fatto con due interviste che coinvolono i diretti responsabili istituzionali. Dario Rossin, Presidente della Commissione Lavori Pubblici e Mobilità del XII Municipio e l’ing. Sebastiani dirigente di Me.Tro spa per quanto riguarda più specificatamente la stazione di Tor di Valle.
Si è verificata, inoltre, la prima occupazione di case nella nostra zona da quando è nato il Torrino (l’unico precedente risale a parecchi anni fa a Decima); abbiamo ritenuto opportuno dargli il debito risalto.
Lasciatemi comunque concludere ponendo l’accento su un contributo di due nostri concittadini che hanno voluto mandarci le loro sensazioni sulla manifestazione svoltasi di recente a Roma sulla tremenda vicenda delle vittime di Beslan in Ossezia.
Questi sono gli elementi “trainanti” del numero di questo mese.
Vogliamo ringraziare inoltre tutti i cittadini che ci scrivono e che continuamente, negli incontri casuali in strada come in quelli ufficiali presso il CdQ, ci sollecitano a continuare nel nostro lavoro di volontari imperituri.
Grazie. Noi non ci tireremo indietro.