SCUOLA: SETTEMBRE … ANDIAMO

DI PAOLO PATRIARCHI

 È’ di nuovo settembre e di nuovo ricomincia l’anno scolastico. Di nuovo le strade si riempiono di traffico, di nuovo gli autobus si affollano di zaini, di nuovo le scuole si svegliano dal loro torpore estivo e si vestono dei mille colori delle magliette di bambini e ragazzi che guardano con sospetto le vecchie foto dei loro genitori nel loro primo giorno di scuola con il grembiule bianco o blu, che è il ricordo di un passato neanche troppo remoto per coloro che oggi subiscono l’inarrestabile caro libri e tutte le spese che la scuola comporta.

Un nuovo anno, sia esso solare o scolastico, porta da sempre con se nuovi buoni propositi e, siamo sicuri, che anche quest’anno non ci sarà nessuno che, varcando il cancello della scuola, non avrà pensato almeno per un attimo ….. quest’anno gliela faccio vedere io alla Prof !

Ma i buoni propositi sono fatti apposta per non essere rispettati, e se la regola vale per i più piccoli figuriamoci per i grandi. Se poi i grandi sono quelli che con i buoni propositi si candidano alle elezioni, allora i problemi sono di tutti.

E così puntualmente ai primi di settembre, per non venire meno alla tradizione che da sempre caratterizza l’inizio dell’anno scolastico, tutti i buoni propositi di chi è preposto al governo della scuola, sia a livello nazionale che a livello locale, svaniscono e si fa quel che si può fare.

Il nostro quartiere, benedetto dal dio Eros e dalla dea della fertilità, non volendo saperne di rientrare nella media nazionale e cittadina di diminuzione delle nascite, contribuisce non poco a togliere il sonno agli amministratori locali ed ai dirigenti scolastici.

Il rapido esame delle criticità evidenti in questo inizio d’anno scolastico nel quartiere ci dimostra facilmente la non esistenza di una programmazione d’uso degli edifici e degli spazi scolastici in genere.

Non c’era sicuramente bisogno della “Zingara” per  prevedere che un quartiere nuovo e pieno di giovani coppie come quello del Torrino nord, stabilizzatosi negli insediamenti abitativi intorno agli anni 2000 avrebbe avuto bisogno di un gran numero di aule dedicate alla scuola materna ed elementare mentre, quartieri più vecchi, se così si può dire, come Mostacciano, Torrino sud  e Decima avrebbero avuto bisogno, in questo periodo,  di più scuole superiori.

Se poi teniamo presente che il numero degli edifici scolastici nel territorio non è affatto trascurabile, non possiamo che rimanere delusi di fronte alle liste di attesa per la scuola materna appese nei corridoi, alla endemica carenza di asili nido comunali, al sovraffollamento dei licei e degli istituti superiori, alla scarsità di laboratori che sono il punto di forza della nuova riforma e che, anche quest’anno, resteranno nel novero dei buoni propositi …. da attuarsi nel prossimo anno naturalmente.

Come non rimanere delusi nel vedere che la “rete di scuole”, la decisionalità del dirigente scolastico manager, i piani di offerta formativa integrati con il territorio, così sbandierati e reclamizzati dagli addetti ai lavori della nuova riforma si siano dimostrati, alla prova dei fatti, una pastoia di buoni propositi mai realizzati e che nessuno riesce a coordinare le esigenze strutturali di una scuola e di un territorio in continua trasformazione.

Le nostre scuole oggi più che in rete tra  loro, ci appaiono come una serie di microcosmi gelosi del proprio bacino di utenza e rigidamente impegnate a difendere il proprio numero di classi.

Ne sa qualcosa la scuola di Via Cina che non riesce ad ottenere nuove aule per la materna nella scuola “Sora Camilla” di Via delle costellazioni che continua il suo desolante stato di sotto utilizzazione. Ne sa qualcosa la scuola elementare di Via Lione costretta ad una penalizzante coabitazione con la scuola media ed a rimanere lontana succursale di un mastodontico 188° Circolo che fa della centrale Pallavicini il giardino dell’Eden e di Orsa Maggiore e Via Lione le sorelle povere. Ne sa qualcosa Fiume Giallo che, oltre ad aspettare le promesse opere di manutenzione, anche quest’anno dovrà ricorrere alla fantasia del nuovo dirigente scolastico e degli insegnanti per trovare spazi per i laboratori.

I piani di offerta formativa poi, più che piani programmatici di una didattica aperta alle esigenze del territorio si sono trasformati in una noiosa pratica burocratica da espletare alla fine dell’anno scolastico. E del resto quale offerta formativa possono dare le scuole senza fondi e senza laboratori attrezzati. Quali piani di formazione possono dare docenti, dotati di enorme professionalità e passione, quali sono ad esempio gli insegnanti di musica delle scuole medie C. Sabatini e Leonardo da Vinci se sono costretti a portarsi strumenti e leggii da casa. Cosa può fare poi il preside manager se non ci sono fondi sufficienti neanche per garantire l’ordinaria amministrazione.

Il panorama non cambia per le scuole superiori. Il Liceo scientifico “Cannizzaro”, il III Liceo artistico di Via Oceano Indiano, il Giulio Verne ed il Liceo classico Vivona, salvato in extremis dal numero chiuso, per la concessione di un nuovo plesso, straboccano di studenti e presto non potranno più dare risposta alla richiesta dei nuovi studenti dei nostri quartieri.

La nuova università di Roma Tre poi, così vicina e così lontana da noi, aspetta ancora un amministratore pubblico di buona volontà che si decida a creare una linea di collegamento di autobus diretta dal nostro quartiere. E’ così difficile spostare un capolinea da piazza dell’Agricoltura a Via Pincherle ?

Va tutto male quindi ?....... No va tutto uguale !

Anche quest’anno scolastico è comunque cominciato, la dedizione dei docenti e dei dirigenti scolastici, la pazienza dei genitori e la fantasia e la voglia di vivere dei ragazzi avranno ancora una volta la meglio e così la scuola andrà anche quest’anno.

A noi non resta che il buon proposito di riuscire a trovare un qualche assessore o un qualche funzionario ministeriale che possa prendere decisioni concrete per risolvere almeno i piccoli problemi nell’interesse dell’apprendimento e della qualità della vita dei nostri ragazzi.

Finiti i buoni propositi, non ci resta altro che augurare buon anno scolastico a tutti i ragazzi del Torrino e del Municipio 12 e di mandare un grande bacio,un abbraccio ed un pensiero ai ragazzi dell’Ossezia che porteremo in quest’anno scolastico e per sempre nel nostro cuore.