OCCUPATE LE CASE DI VIA MAR DELLA CINA 177

DI FEDERICO POLIDORO

Eravamo stati facili profeti quando nel numero di ottobre dell’Eco del Torrino avevamo dedicato la copertina alle case non finite di Via mar della Cina 177 ed alla gru che incombe su tutta l’area circostante. Nelle pagine interne era pubblicato poi un articolo di alcuni cittadini residenti proprio in Via mar della Cina nel quale si denunciava una condizione di degrado generale dell’area orami abbandonata da 15 anni.

Ecco che allora il 14 agosto 2004, in pieno solleone estivo, 20 famiglie hanno occupato altrettanti appartamenti non ultimati. Ad appoggiarle l’Associazione di promozione sociale CASADITALIA – Torrino che ha distribuito un volantino nel quale si spiegano le ragioni e gli obiettivi dell’occupazione.

Le ragioni sono molto semplici: affrontare una piccolissima parte dell’emergenza abitativa di Roma assegnando a 20 famiglie alcune delle case del civico 177.

Gli obiettivi si possono riassumere nella richiesta di assegnazione di un mutuo sociale alle famiglie occupanti, l’assegnazione dei restanti appartamenti a famiglie bisognose, la rimozione immediata della gru che campeggia da tanto di quel tempo da essere diventata quasi parte del paesaggio.

Il volantino sottolinea poi l’italianità delle famiglie occupanti così come propone che siano italiane le famiglie alle quali assegnare le rimanenti. Sono quindi alcune tematiche tradizionalmente care alla destra a fare da sfondo alla proposta dell’Associazione che sostiene l’occupazione.

Molte sono le perplessità che suscita questo episodio sia per lo strumento in sé (l’occupazione delle case) sia per alcune richieste avanzate (l’assegnazione di un mutuo sociale) sia per le tematiche che vengono agitate a sostegno quantomeno caratterizzate da un fortissimo nazionalismo.

Ma l’occupazione delle case del civico 177 di Via Mar della Cina 177 ha l’indubbio merito di mettere il dito sulla piaga di una situazione ormai insostenibile. Le case in questione sono infatti una vera e propria vergogna che si ingigantisce se si pensa proprio all’emergenza abitativa che attanaglia tutta Roma. Costruite (solo parzialmente) dalla NUOVA SEDE 86, non sono mai state ultimate e sono state abbandonate dopo il fallimento della società e la messa sotto sequestro del cantiere. Per non parlare della gru, simbolo ormai di questa situazione di degrado di quella porzione di territorio.

Appare quindi giusto che, dopo tanti anni di degrado, tutto il complesso di cui i 20 appartamenti sono parte diventi parte del patrimonio di abitativo da utilizzare per far fronte all’emergenza casa sul territorio romano. Sarebbe quindi opportuno che XII municipio e Comune discutessero delle modalità di acquisizione e successivamente di assegnazione delle case di Via mar della Cina a famiglie sfrattate e senza casa e che il Comune individuasse i fondi necessari per terminarle portando acqua ed elettricità. Il Comitato di Quartiere cercherà di fare la sua parte perché questo confronto si avvii individuando in tempi brevi le soluzioni possibili e sollecitando finalmente lo smantellamento della gru che da anni deturpa il quartiere.