Nel nostro Comitato di quartiere c’è una nuova commissione, del tutto straordinaria, nata sulla scia della fortunata esperienza condotta in un supercondominio del Torrino Sud dall’agronomo Nabawy Metwaly che ha permesso di salvare un patrimonio di oltre 60 palme, molte delle quali già infestate dal punteruolo rosso. Questo coleottero, responsabile di una devastante moria della palma canariensis, riscontrata ormai in tutta Roma, è stato completamente debellato con i protocolli endoterapici del Dott. Metwaly dai giardini di Via Cina 451, divenuta una splendida “Oasi delle Palme” miracolosamente conservata integra in un contesto in cui attorno sono tantissimi i fusti ormai privi o quasi di chioma. Per diffondere la conoscenza di questa cura il Comitato di Quartiere ha invitato l'Assessore all'Ambiente del XII Municipio Maurizio Cuoci a fare un sopralluogo al supercondominio in questione. Lo scopo era quello di dimostrare alle istituzioni che al Torrino Sud esiste un'esperienza pilota rivelatasi efficace nella lotta a questo parassita. Attualmente il protocollo regionale vigente prevede l'abbattimento delle palme infestate, pena multe fino a 10000 euro. Di fatto il primo inadempiente è il servizio giardini stesso del comune, che lascia collassare le palme uccise dal punteruolo rosso al suolo, dove sono fonte di contagio per le piante ancora sane. La dichiarazione di Cuoci, rilasciata alla testata "Urlo" al termine della dimostrazione è stata la seguente: "Se c'è la volontà di cambiare la normativa e se soprattutto ci sono le risorse per la cura le palme verranno salvate". Non era ancora un'assunzione di responsabilità a battersi per questo scopo, ma quanto meno si trattava di una disponibilità all'ascolto di chi ha già dimostrato di saper fare qualcosa, tra l’altro dopo molti tentativi andati a vuoto. Infatti nel supercondominio di via Cina, 451, dove esiste un patrimonio di palme per un valore complessivo di circa un milione di euro (una palma di sei metri vale 18.000 euro) quando si è manifestata l’infestazione del punteruolo rosso, i residenti, completamente ignoranti sull’argomento, si sono rivolti ad un agronomo “esperto” della materia, che ha proposto un trattamento a base di feromoni delle palme. I feromoni rappresentano il richiamo sessuale per il coleottero maschio. Un prodotto derivato dai feromoni, immesso in secchielli con dell’acqua appesi al tronco della palma, avrebbe dovuto attirare il coleottero che, invece di penetrare nella pianta, cadendo nel secchio, sarebbe morto annegato. A questo procedimento veniva associata un’abbondante irrorazione della chioma con una specifica miscela. Questo “protocollo” è quello che veniva fino a poco tempo fa consigliato (nel 90% dei casi) dagli “esperti” come prevenzione per non fare diffondere l’infestazione. Gli stessi infatti non parlavano mai, volutamente, di cura affermando che non era ancora stata trovata. Il risultato dell’applicazione di tale metodo improprio com’è facile immaginare è stato un completo fallimento: ripetuto due volte in due mesi ha fatto passare le palme infestate da 3 a 20i. I secchielli con i feromoni, invece di intrappolare i coleotteri, li attiravano sulle palme; e non si è trovato mai alcun insetto nei secchielli. La successiva adozione del Metodo Metwaly (o endoterapico) ha invece ottenuto l’eliminazione completa dell’infestazione già dopo il primo trattamento. Il coleottero, le larve e le uova sono scomparse in tutto il parco condominiale, comprese le palme già gravemente infestate. Il secondo e il terzo trattamento già effettuati sono serviti a rinforzare le palme e ad immunizzarle per il futuro. I progetti avviati dalla commissione SOS PALME sono due. Il primo consiste in ulteriori sopralluoghi al parco delle palazzine blu di Via Cina, dove saranno spiegati a tutti i cittadini e agli amministratori di condominio che speriamo prendano a cuore il problema, i risultati del metodo. Il secondo, ancora più ambizioso e originale, condotto in collaborazione coi Laboratori Civici di “Progetto per l’Italia”, avvalendosi delle immagini satellitari di repertorio presenti su Google, presenterà un file interattivo, nel quale ogni palma esistente prima dell’inizio dell’epidemia è stata contrassegnata da un asterisco giallo. L’interattività della mappa, consultabile su tutti i computer connessi a Internet, sui quali sia stato installato Google Earth, potrà poi permettere ai cittadini del quartiere, alcuni dei quali si sono già offerti come volontari, di visionare settori di territorio prossimi alle proprie abitazioni, rendendosi subito conto della progressione del contagio. I dati così raccolti dal vero saranno ulteriormente elaborati nei Laboratori Civici, producendo un nuovo file nel quale rimarranno gialli gli asterischi relativi alle palme sane, mentre le palme ormai morte, o semplicemente infestate, saranno contrassegnate rispettivamente dai colori rosso e arancione. Il raffronto con le immagini di repertorio permetterà di individuare come morte anche le palme ormai completamente rimosse e non più visibili durante i sopralluoghi. I Laboratori Civici si propongono di estendere poi il monitoraggio a tutta la Capitale, collaborando con altre associazioni di quartiere, presentando infine i risultati del lavoro ad un congresso internazionale sul tema, promosso dal comune di San Felice al Circeo, a cui parteciperà lo stesso Nabawy Metwaly. 27/04/2010
|