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Piscine abusive dei Mondiali dal Comune sanatoria a metà

Repubblica — 01 luglio 2010   pagina 15   sezione: ROMA

SANATORIA in porto per cinque piscine dei Mondiali di nuoto, tredici mesi dopo il loro sequestro. Cinque su undici, quelle costruite da privati su terreno pubblico. Ieri la Giunta comunale ha stabilito che Aquaniene in via della Moschea, Roma Team Sport al Torrino, Sport 2000 e Città Futura sulla Cristoforo Colombo, Roma 70 sulla Tiburtina devono essere legittimate sotto il profilo urbanistico e edilizio. «Dovrebbe essere l' atto definitivo», dice l' assessore all' Urbanistica Marco Corsini, prudente, «crediamo di aver risposto alle indicazioni della procura». L' ASSESSORE Corsini, a corredo dell' atto, dice: «Attraverso questa delibera non intendiamo prendere posizione sulla giustezza delle procedure seguite dal commissario straordinario: non vogliamo interferire con le indagini della magistratura. I cinque impianti esaminati dalla Giunta, però, sono stati trattati come tutti gli impianti sportivi a oggi realizzati secondo le regole comunali». Corsini, consapevole di aver firmato nell' ultimo giorno disponibile, rivela che per l' atto di Giunta «non è stata facile la ricostruzione documentale». E conferma che per le altre strutture private (su terreno privato) è necessaria una nuova sanatoria del Comune, fin qui non prevista. La Regione avrebbe pensato in proprio a una sanatoria ambientale, peraltro già avvistata in alcuni emendamenti del Pdl alla Finanziaria. Nel dettaglio, l' Aquaniene di Giovanni Malagò, completato in anticipo su tutti, ha sempre funzionato eccetto due settimane lo scorso ottobre. Sport 2000 ha portato a termine i lavori nonostante il sequestro giudiziarioe il suo presidente, Bruno Campanile, è stato nominato dalla Giunta Alemanno capo area del Dipartimento sport. Ancora, Roma Team Sport del consigliere regionale Pdl Maurizio Perazzolo con una forzatura ha portato avanti le sistemazioni interne. Sono rimasti fermi, invece, Città Futura (sull' orlo del crack) e Roma 70: ora potranno far ripartire i cantieri. Per abuso edilizio restano indagati in trentatré. Tra loro, Malagò e Campanile. - CORRADO ZUNINO